L'argomento del giorno

IL TFR Trattamento di fine rapporto di lavoro e i fondi pensione

L'incontro dei sindacati e il Governo tende a risolvere il problema di far decollare in Italia i fondi pensione visto che a distanza di 6 anni i fondi sono rimasti al palo.

I punti chiave discussi riguardano la tassazione, il modo di aderire,  gli incentivi alle imprese per lo smobilizzo del TFR  versato ai fondi e l'abolizione del Fondo Unico.

Per le imposte, l'aliquota sui fondi era del 12,50% ed è stata portata poi all'11%, la richiesta attuale è quella di ridurla ulteriormente o eliminarla, sempre per incentivare i fondi.

Per l'adesione dei lavoratori ai fondi, viene richiesto l'automatismo, nel senso che il lavoratore che non dice nulla deve intendersi iscritto, salvo revoca, in pratica una specie di silenzio assenso del lavoratore al fondo pensione.

Inoltre per non appesantire i costi delle imprese che si privano dell'autofinanziamento del TFR dei dipendenti finché sono in servizio, si stanno studiando incentivi che possono rendere meno costoso l'impatto per le imprese.

La legge che dovrebbe disciplinare le modalità di utilizzo del TFR sarà il frutto di una concertazione tra Governo, sindacati e imprese.

Infine, è stata proposta la scomparsa di quanto era stato previsto nella legge finanziaria per l'istituzione di un fondo unico nazionale che doveva raccogliere il TFR dei lavoratori che non avrebbero aderito al fondo di categoria lasciando così ancora in azienda il TFR non utilizzato per il fondo.

La trattativa in corso continua la prossima settimana per arrivare ad un accordo con le imprese.

La convenienza per il lavoratore di aderire ai fondi pensione va ricercata su tre punti chiave. Il primo riguarda la quota che il datore di lavoro deve versare al fondo solo se il lavoratore aderisce e quindi se non aderisce questa quota è persa. Il secondo riguarda la rivalutazione del TFR, se è  tenuto in azienda è inferiore al rendimento dei fondi pensione. Terzo quanto trasmesso ai fondi è esente da IRPEF.